Apple sta prendendo provvedimenti concreti per garantire che il suo assistente rinnovato Siri AI può rispondere con informazioni aggiornate E affidabile. Come riportato dal Wall Street Journal, l'azienda di Cupertino ha avviato trattative con diversi gruppi editoriali per raggiungere accordi di licenza che consentirebbero a Siri di accedere alle notizie in tempo reale. La proposta, che si discosta dai modelli tradizionali del settore, prevede un modello di pagamento a consumo: le testate giornalistiche verrebbero pagate ogni volta che il loro contenuto viene utilizzato in una risposta dell'assistente.
Questa strategia arriva in un momento chiave, poiché Siri AI è stata ufficialmente svelata alla WWDC 2026 come una revisione completa dell'assistente, basata su Apple Intelligence e con Tecnologia Google GeminiLa nuova versione promette di essere più colloquiale, in grado di comprendere il contesto personale e di analizzare i contenuti visualizzati sullo schermo. Tuttavia, per fornire risposte sugli eventi di attualità, ha bisogno di accedere a fonti giornalistiche di qualità, ed è qui che entrano in gioco le trattative con i redattori.
Un modello di pagamento a consumo che sta rivoluzionando il settore.
La proposta di Apple si differenzia dalle tariffe fisse concordate con altre aziende di intelligenza artificiale come OpenAI e Google. Invece di pagare un importo fisso per un ampio accesso all'archivio di una testata giornalistica, Apple propone un compenso variabile legato all'utilizzo effettivo. In altre parole, l'editore riceverebbe un pagamento ogni volta che Siri AI cita o utilizza i suoi contenuti per rispondere alla domanda di un utente. Secondo fonti vicine alle trattative, questo sistema potrebbe avere un budget a nove cifre, superiore a 100 milioni di dollari (circa 86,7 milioni di euro).
Questo approccio presenta vantaggi e rischi per le testate giornalistiche. Da un lato, consente una maggiore trasparenza sull'utilizzo dei contenuti e premia chi produce le informazioni più pertinenti e ampiamente accessibili. Dall'altro, introduce incertezza: se l'algoritmo di Siri non seleziona i contenuti di una testata, quest'ultima non riceverà alcun ricavo. Ciononostante, molti editori accolgono con favore un modello che allinea gli incentivi alla qualità giornalistica, cosa che non avviene con le licenze a tariffa fissa.
Siri AI: Funzionalità e disponibilità
La nuova Siri AI sarà disponibile con iOS 27, iPadOS 27, macOS 27, tvOS 27, watchOS 27 e visionOS 27, che saranno rilasciati ufficialmente nell'autunno del 2026. Tra le nuove funzionalità, una maggiore espressività vocale, grazie a un modulatore che consente agli utenti di regolare tono e ritmo, e una migliore comprensione del parlato, con l'aggiunta automatica di punteggiatura e formattazione. Inoltre, Siri AI avrà una propria app che sincronizzerà la cronologia delle conversazioni tramite iCloud e sarà integrata in Dynamic Island, Spotlight e nei menu contestuali del sistema.
Per quanto riguarda la compatibilità, l'elenco dei dispositivi include iPhone 16 o successivi, iPhone 15 Pro e Pro Max, iPad con M1 o successivi, Mac con M1 o successivi, Apple Watch Series 9 o successivi e Apple Vision Pro. Tuttavia, non tutti gli utenti potranno usufruire di tutte le funzionalità fin dal primo giorno. Apple ha confermato che Siri AI sarà inizialmente disponibile solo in inglese, con lo spagnolo e altre lingue in arrivo in seguito. Inoltre, l'azienda ha annunciato che, per ora, Siri AI non sarà disponibile nell'Unione Europea. a causa di requisiti normativi, una situazione che si è già verificata con il lancio di Apple Intelligence.

Il ritardo in Europa e il precedente dei riassunti falliti
L'assenza di Siri AI nell'UE ha generato polemiche, poiché Apple ha attribuito il ritardo alle normative europee, più severe di quelle statunitensi. Nel frattempo, è stato anche annunciato che Siri non sarà disponibile in Cina per le stesse ragioni. Questa situazione contrasta con la strategia di altri colossi come Apple e Google, che preferiscono lanciare i propri prodotti e affrontare le conseguenze legali. Apple, invece, ha scelto di attendere fino a quando non troverà una soluzione che tuteli la privacy e la sicurezza degli utenti.
Un altro fattore che spiega la cautela di Apple è il fallimento dei suoi riassunti di notizie generati dall'IA nel 2024. Questa funzionalità, integrata in Apple Intelligence, produceva titoli falsi attribuendoli a testate giornalistiche reali, costringendo alla sua rimozione per oltre un anno. Ora, con gli accordi di licenza, Apple cerca di evitare questi errori e garantire che Siri AI citi fonti affidabili e autorevoli. La negoziazione con gli editori è quindi un passo essenziale affinché l'assistente possa fornire risposte accurate alle notizie fin dal suo lancio.

Il futuro dell'informazione con l'intelligenza artificiale
Se Apple riuscisse a concludere accordi con importanti gruppi editoriali come News Corp o Axel Springer, potrebbe stabilire uno standard di settore. Il modello di pagamento a consumo, pur essendo rischioso, potrebbe diventare un'alternativa agli abbonamenti a tariffa fissa e alle controversie legali, come nel caso tra il New York Times e OpenAI. La decisione di Apple di negoziare anziché intentare causa riflette una filosofia di collaborazione, ma anche la necessità di contenuti di qualità per competere con assistenti virtuali come ChatGPT o Gemini.
In Spagna, il servizio Apple News+ non è ancora disponibile, ma il settore editoriale sta seguendo da vicino queste trattative. Gruppi come Prisa e Mediaset potrebbero essere potenziali partner, sebbene non vi siano ancora conferme ufficiali. Quel che è certo è che l'intelligenza artificiale sta trasformando il rapporto tra i media e le piattaforme tecnologiche, e Apple vuole essere all'avanguardia di questo cambiamento.
In breve, Apple sta lavorando per rendere Siri AI un assistente davvero utile e affidabile, in grado di fornire notizie aggiornate e verificate. Gli accordi con gli editori sono fondamentali per raggiungere questo obiettivo e il modello di pagamento a consumo potrebbe ridefinire l'economia dell'informazione nell'era dell'IA. Nei prossimi mesi dovremo attendere per vedere se queste negoziazioni daranno i loro frutti e se Siri AI arriverà in tutti i mercati, Europa compresa, nei tempi previsti.


